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Il decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo

Aggiornato il 13/02/2026

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Il decreto ingiuntivo è uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il recupero giudiziale dei crediti. Disciplinato dagli articoli 633 e seguenti del Codice di procedura civile, consente al creditore, quando dispone di adeguata prova scritta del proprio diritto, di ottenere dal giudice un provvedimento che può trasformarsi in titolo esecutivo e permettere l’avvio dell’esecuzione forzata sui beni del debitore.

Si tratta di un procedimento definito “monitorio”, caratterizzato da una fase iniziale più snella rispetto al giudizio ordinario: il giudice decide sulla base della documentazione prodotta, senza instaurare subito il contraddittorio con il debitore.

Quando può essere richiesto

Ai sensi dell’art. 633 c.p.c., il decreto può essere emesso quando il credito è:

certo (esiste realmente)

liquido (è determinato nel suo importo)

esigibile (può essere richiesto perché non è soggetto a termine o condizione)

fondato su prova scritta

L’art. 634 c.p.c. chiarisce che per "prova scritta" si intendono, ad esempio, contratti firmati, fatture, riconoscimenti di debito, estratti autentici delle scritture contabili o documentazione bancaria.

Cosa accade dopo l’emissione

Se il giudice ritiene fondata la richiesta, emette un decreto con cui ordina al debitore di pagare entro 40 giorni dalla notifica (art. 641 c.p.c.).

Il debitore, entro lo stesso termine, può proporre opposizione (art. 645 c.p.c.), avviando un normale processo per contestare il credito.

Se non viene proposta opposizione, il decreto diventa definitivo ed esecutivo (art. 647 c.p.c.).

Dal decreto al pignoramento

Una volta divenuto esecutivo, il decreto costituisce titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 c.p.c..

Il creditore può quindi notificare un atto di precetto (art. 480 c.p.c.) e, in caso di mancato pagamento, procedere al pignoramento:

dei beni mobili

dello stipendio o del conto corrente (pignoramento presso terzi)

oppure di beni immobili (art. 555 c.p.c.)

È proprio in questa fase che può aprirsi la procedura esecutiva che conduce alla vendita giudiziaria.

Perché è uno strumento importante

Il decreto ingiuntivo rappresenta un punto di equilibrio tra l’esigenza di garantire una tutela efficace e tempestiva al creditore e il diritto del debitore di contestare la pretesa attraverso l’opposizione.

Nella pratica delle esecuzioni immobiliari, costituisce spesso il presupposto giuridico dell’azione esecutiva che porta al pignoramento e, nei casi più rilevanti, alla successiva vendita all’asta.

Comprenderne il funzionamento consente di cogliere l’origine di molte procedure esecutive pubblicate nei portali specializzati e di leggere con maggiore consapevolezza le dinamiche che precedono la fase della vendita giudiziaria.

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