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Il decreto di trasferimento

Il decreto di trasferimento

Aggiornato il 05/02/2026

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Nell’ambito delle aste giudiziarie, il decreto di trasferimento sancisce l'effettivo passaggio della proprietà dal debitore all’aggiudicatario.
Cos’è il decreto di trasferimento
Il decreto di trasferimento è un atto giudiziario emesso dal giudice dell’esecuzione al termine della procedura di vendita forzata. Il suo fondamento normativo è rinvenibile nell’articolo 586 del Codice di Procedura Civile, che disciplina il trasferimento del bene espropriato a seguito del pagamento del prezzo.
In base a tale disposizione, il giudice, verificato l’integrale versamento del prezzo e l’adempimento degli obblighi previsti, emette il decreto con cui:
viene trasferita la proprietà del bene dall’esecutato all’aggiudicatario (effetto traslativo);
si dispone la cancellazione delle formalità pregiudizievoli, come ipoteche e pignoramenti (effetto purgativo);
si regolano gli aspetti connessi al rilascio dell’immobile, se occupato.
In sostanza, il decreto di trasferimento svolge, nelle aste giudiziarie, una funzione analoga a quella del rogito notarile nelle compravendite tradizionali, con la peculiarità di essere emesso dall’autorità giudiziaria.
Quando viene emesso
Il decreto di trasferimento non viene emesso immediatamente dopo l’aggiudicazione. È preceduto da alcuni passaggi fondamentali:
1. l’aggiudicazione definitiva del bene
2. il versamento integrale del prezzo da parte dell’aggiudicatario entro i termini stabiliti
3. la verifica, da parte del giudice, della regolarità dei pagamenti e degli altri adempimenti previsti
Solo una volta completate queste fasi, il giudice dell’esecuzione può emettere il decreto di trasferimento, che sancisce definitivamente il passaggio di proprietà.
Gli effetti giuridici del decreto di trasferimento
Il decreto di trasferimento produce effetti giuridici immediati e di particolare rilievo per la certezza del diritto:
Proprietà immediata: l’aggiudicatario diventa proprietario nel momento della firma del decreto, indipendentemente dal tempo tecnico necessario per la successiva trascrizione nei Registri Immobiliari.
Effetto purgativo: l'immobile viene "ripulito" dai debiti pregressi iscritti sotto forma di ipoteche o pignoramenti. Si tratta di una tutela superiore a quella del mercato ordinario, poiché è l'autorità stessa a ordinare la cancellazione dei vincoli.
Titolo esecutivo: il provvedimento costituisce titolo valido per la trascrizione e la voltura catastale, ma è anche il titolo necessario per intraprendere, se necessario, l'esecuzione forzata per il rilascio del bene.
Proprietà e possesso: una distinzione fondamentale
È necessario distinguere tra la titolarità del diritto (proprietà) e la disponibilità materiale (possesso). Sebbene il decreto attribuisca la proprietà, l'immediata immissione nel possesso può essere condizionata dallo stato di occupazione del bene.
In presenza di occupanti senza titolo, l’aggiudicatario può avvalersi dell’ordine di rilascio contenuto nel decreto. Tale fase è solitamente coordinata dal Custode Giudiziario, che agisce nel rispetto delle tempistiche e delle procedure previste dalla legge.
Perché il decreto di trasferimento è così importante nelle aste giudiziarie
Il decreto di trasferimento segna il completamento formale dell’asta giudiziaria, rappresentando l’atto finale che conferisce efficacia legale all’intera procedura. Oltre a sancire il passaggio della proprietà, definisce con chiarezza i diritti dell’aggiudicatario e costituisce il punto di riferimento per tutte le operazioni successive, come l’immissione nel possesso, interventi di ristrutturazione o eventuali locazioni e rivendite.
In questo senso, il decreto non è solo un adempimento formale, ma un elemento centrale per garantire sicurezza, trasparenza e regolarità dell’intero processo esecutivo, fungendo da chiusura definitiva e istituzionalmente riconosciuta della vendita forzata.

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